martedì 24 aprile 2012

25 Aprile,67 anni dopo.


25 aprile 1945, dopo quasi 2 anni di lotte da parte del comitato di liberazione, degli alleati e dei partigiani tutti, vengono liberate le ultime città in mano ai nazifascisti: Genova, Milano e Torino.
Migliaia di migliaia le vittime tra le fila degli oppositori a quel barbaro regìme, la libertà, purtroppo, ha sempre un caro prezzo. Vergognose sono le prese di potere dittatoriali, un paese Civile neanche nella più fervida immaginazione dovrebbe avere un tiranno al comando.
A distanza di 67 anni ricordiamo la liberazione del nostro stato con la stessa forza che portava i nostri fratelli italiani sui campi di combattimento, bisogna costantemente rievocare il ricordo di ciò che ci permette oggi di essere degli uomini liberi.
L’antifascismo è entrato a far parte della costituzione italiana con la “legge Scelba” del 1952, mai più si deve venire a creare un’associazione di stampo fascista al fine di tutelare i diritti di una vera forma di stato liberale; i rischi per la tutela di tale tipologia di stato però non vengono solamente dalle forze politiche antidemocratiche, ma provengono anche da quei sistemi di potere più che altro economici, che dietro la ricerca di profitti chiaramente eccessivi non rispettano al meglio i diritti dei lavoratori e di conseguenza dei cittadini tutti, è necessario garantire un salario al cittadino: dietro il compenso economico, c’è la dignità di vivere in maniera civile e rispettosa nei confronti di se stessi, degli altri e quindi del proprio stato, se viene meno, meno verrà la libertà dell’individuo, libertà che non sarà poi cosi diversa da quella presente in una dittatura, e dove v’è dittatura un Popolo Libero oppone resistenza.
A noi “partigiani del terzo millennio”, avi di chi ha versato il sangue per l’attuale forma di governo liberale, compete il dovere di difendere la libertà altrui, nostra e del nostro stato, ponendoci con gran forza a tutela della nostra costituzione e quindi dei nostri diritti, per rispetto di chi ci ha donato la libertà e per rispetto di noi stessi; l’avvocato Piero Calamandrei, uno dei padri del nostro viver civile,  rivolgendosi ad una platea di giovani disse: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.”
Non mi resta che augurare un buon 25 aprile a tutti voi.
Carmelo Idone, ass. ANPI
Italia dei Valori



martedì 3 aprile 2012

Marò italiani.

"Liberate i nostri Marò!"
Questo si legge in alcune testate giornalistiche o su cartelloni appesi nei muri delle nostre città,va bene che il loro "arresto preventivo" si sta troppo dilungando,per motivi inspiegabili,ma chiederne la liberazione!
Il punto è che in Italia non siamo abituati alle regole,non rispettiamo le nostre figuriamoci quelle degli altri e poi,da quale pulpito viene la predica!In Italia i tempi di processo sono infiniti,ed adesso quali pretese si hanno?
Ci si dimentica che sono stati UCCISI i due pescatori,privati della vita..e mai più le loro famiglie potranno contare sulle loro braccia.
Insomma ricapitolando,a quanto si sa non avendo risposto al segnale luminoso della "Enrica Lexie",verso il peschereccio sono stati sparati dei colpi d'arma da fuoco,e sono stati "accidentalmente" uccisi i due pescatori.
Il fatto stesso che si sta parlando di morti e non di scaramucce qualsiasi bisogna andare coi piedi di piombo,bisogna accertare le dinamiche e se si stabiliscono colpe è giusto che i due militari paghino!
Non bisogna fare i paladini delle propria nazione a tutti i costi,chi ha sbagliato deve pagare.
Dispiace di una situazione sgradevole come questa,ma è figlia di una condizione caotica di quella parte d'oceano indiano..è inevitabile la "regolamentazione" dell'ingaggio ed una supervisione della zona da parte del mondo intero,o comunque di chi ha interessi commerciali per la tratta,ci potrebbero scappare altre morti.
Per quanto riguarda direttamente la questione marò:bisogna sentire cosa hanno da dire i militari e vedere quanto viene fuori dalla scatola nera,bisogna stabilire(GPS?) in quale giurisdizione è avvenuto il reato,ergo se in acque internazionali o no ed infine stabilire la colpe del reato,chi le ha deve pagare..fuori dall'Italia essere italiani non è un privilegio.


"Abuso di potere,mitigato dal consenso popolare: ecco l'ideale della nostra democrazia."
[Leo Longanesi]