25 aprile 1945, dopo quasi 2 anni di lotte da parte
del comitato di liberazione, degli alleati e dei partigiani tutti, vengono
liberate le ultime città in mano ai nazifascisti: Genova, Milano e Torino.
Migliaia di migliaia le vittime tra le fila degli oppositori
a quel barbaro regìme, la libertà, purtroppo, ha sempre un caro prezzo. Vergognose
sono le prese di potere dittatoriali, un paese Civile neanche nella più fervida
immaginazione dovrebbe avere un tiranno al comando.
A distanza di 67 anni ricordiamo la liberazione del
nostro stato con la stessa forza che portava i nostri fratelli italiani sui
campi di combattimento, bisogna costantemente rievocare il ricordo di ciò che
ci permette oggi di essere degli uomini liberi.
L’antifascismo è entrato a far parte della
costituzione italiana con la “legge Scelba” del 1952, mai più si deve venire a
creare un’associazione di stampo fascista al fine di tutelare i diritti di una
vera forma di stato liberale; i rischi per la tutela di tale tipologia di stato
però non vengono solamente dalle forze politiche antidemocratiche, ma
provengono anche da quei sistemi di potere più che altro economici, che dietro
la ricerca di profitti chiaramente eccessivi non rispettano al meglio i diritti
dei lavoratori e di conseguenza dei cittadini tutti, è necessario garantire un
salario al cittadino: dietro il compenso economico, c’è la dignità di vivere in
maniera civile e rispettosa nei confronti di se stessi, degli altri e quindi
del proprio stato, se viene meno, meno verrà la libertà dell’individuo, libertà
che non sarà poi cosi diversa da quella presente in una dittatura, e dove v’è
dittatura un Popolo Libero oppone resistenza.
A noi “partigiani del terzo millennio”, avi di chi
ha versato il sangue per l’attuale forma di governo liberale, compete il dovere
di difendere la libertà altrui, nostra e del nostro stato, ponendoci con gran
forza a tutela della nostra costituzione e quindi dei nostri diritti, per
rispetto di chi ci ha donato la libertà e per rispetto di noi stessi; l’avvocato
Piero Calamandrei, uno dei padri del nostro viver civile, rivolgendosi ad una platea di giovani disse: “Se
voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra
Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri
dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un
Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col
pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.”
Non mi resta che augurare un buon 25 aprile a tutti
voi.
Carmelo
Idone, ass. ANPI
Italia dei Valori



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