domenica 9 dicembre 2012

L'essere brigante


Sono un brigante perché sono una persona cattiva, di quelle che vivono onestamente e nell'onestà esprimono pensieri, idee, ed agiscono per onestà.
Sono un brigante perché cerco sempre la verità tendendo il più possibile alla realtà, e non mi fermo alle interpretazioni di poche fonti.
Sono un brigante perché sono del sud, "la terra del malaffare", la terra dove comandano le famiglie, non le amministrazioni.
Sono un brigante perché credo agli apparati che nascono dal popolo e si adeguano al popolo, non che vengono imposti al popolo.
Sono un brigante perché credo alle mie idee, all'uguaglianza, all'abolizione dei privilegi, ai diritti sociali.
Sono un brigante perché a molti fa comodo ritrarre gente come me così, perché nella normalità, al secolo "falso ordine", le regole(sociali, morali e forse anche legali) sono funzione di persone e non di contesti, perché la giustezza è data da una condivisione di massa, giusta o sbagliata che sia.
Sono un brigante perché a molti do fastidio di essere così, quindi mi ritengo fiero d'esserlo.

venerdì 30 novembre 2012

La passione politica come strumento di crescita


Ritengo la passione politica una tra le passioni più utili e più costruttive per il semplice motivo che, che ci piaccia o no, la nostra vita passa dalle mani della politica.
"L'amministrazione della cosa pubblica" non può che interessare, in teoria, tutti e per forza di cose; eppure si denota nella nostra società un particolare allontanamento dalla cultura politica, e laddove maggiore è l'allontanamento, maggiore è il danno procurato, ergo maggiore è il dissesto generale. Tra l'altro nella strategia pseudopolitica di tali, fondamentale è proprio il distanziamento dalla politica e l'alimentazione del clima dell'antipolitica, fomentati con organi di distrazione e di disinformazione.
Nelle prime democrazie greche non partecipavano al voto gli schiavi, in qualche modo adesso per una pseudociclicità degli eventi anche non partecipano al voto gli schiavi, gli schiavi dell'ignoranza.
Nacque per volere del popolo, per volere del popolo stesso si sta adesso estinguendo... la chiamavano "democrazia".

mercoledì 21 novembre 2012

Italiani medi


"Noi rappresentiamo l'opposizione. Tutti dicono che le politiche di Monti non vanno bene, ma poi vengono qui a votare la fiducia."
Queste le parole del presidente dell'IdV Antonio Di Pietro in riferimento alla "legge anti-corruzione" ed alla fiducia relativa messa.
L'italiano medio è un elemento che odia l'IdV, le sue politiche a favor di popolo ed odia lo stesso Di Pietro che ha messo alla luce i brogli della politica nel 92 e che in quegli anni era osannato.
Odio quotidiano infondato o meglio, odio "procurato" da una palese disinformazione che via via logora un operato unico nella storia recente della politica italiana.
La gravità degli eventi è palese e non si discute su questo, ma è assurdo come un danno di entità 100 valga 1 per gli altri, ed un danno di entità 1 valga 100 per noi.
Lo stesso italiano medio disprezza l'IdV, ma sostiene il governo Monti che costantemente critica, ed indirettamente lo sostiene attraverso il sostegno ai partiti che a loro volta sono la maggioranza che sostiene Monti: Pd, Pdl, Udc insieme fanno circa il 55% , ergo la normalità nel nostro paese, una normalità quindi che critica un operato buono e sostiene un operato meno buono.
Lo stesso italiano medio si nasconde dietro l'odio per gli eletti, dimenticando che è colpa degli elettori se viviamo questo schifo. E la più geniale soluzione che riescono a tirar fuori è "non andiamo a votare".
Cioè se questi sono gli italiani, come si può pretendere una politica efficiente e buona in maggioranza?
Ma incominciate ad informarvi seriamente, ad acculturarvi almeno in forma minima, ad impegnarvi nell'adempiere ai doveri prima di pretendere diritti. Cercate di essere un esempio di popolo prima di pretendere una politica sana, e poi ne riparleremo.
Incominciate a preparavi a sostenere persone che da tempo preparano teorie e progetti mentre voi eravate a sostenere boiate mediatiche, se veramente desiderate il "cambiamento".
C'è chi è già pronto, ma aspetta voi e la vostra scelta.

martedì 20 novembre 2012

Giornata mondiale dell'infanzia, ma i bambini palestinesi neanche lo sanno


Oggi è la giornata mondiale dell'infanzia, negli anni passati numerose iniziative sono state lanciate.
Lancio l'iniziativa di ricordare chi oggi non potrà godere della sua giornata, e probabilmente non conosce neanche l'esistenza di una giornata mondiale dell'infanzia, fra i purtroppo numerosi esempi di infanzia negata v'è quello dei bambini palestinesi.
I bambini devono godere della propria infanzia e devono crescere in maniera più serena possibile poiché questi esserini ora deboli saranno il futuro, ed il futuro a loro va garantito nel migliore dei modi ed in ogni modo possibile.
Purtroppo ci si ritrova a migliaia di chilometri di distanza e fra le cose possibili a queste distanze v'è il mantenimento costante dell'attenzione nei loro riguardi, il mondo deve sapere che in "terra santa" è in atto un tremendo affronto nei confronti dell'umanità ,ogni bambino che muore in Palestina, è un figlio perso dall'umanità tutta.
Qui è rappresentato un bambino che commemora la "Nakba", dall'arabo "catastrofe", nome che viene dato all'esodo delle popolazioni arabe ai confini di Israele, uno stato imposto e non creato.
Manteniamo alta l'attenzione su queste situazioni che vi sono per il mondo, e di cui non sarà mai estratta una verità assoluta per via del controllo dei media.

I bambini sono creature innocenti e pagano per 

colpe non loro, i bambini non si toccano!